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Benedetta Mariotti ci racconta cosa significa per lei COMMUNITY

A volte provo sentimenti contrastanti ma mi sento molto legata soprattutto nella condivisione.

INTERVISTE

Benedetta Mariotti per DIMME

Presentati e parlaci un po’ di chi è Benedetta

Questa domanda, l’ho sempre vista come “fero e piuma”, me la vivo senza ansia insomma.
Ci provo: Ciao, mi chiamo Benedetta Mariotti, ho quasi 29 anni, una gatta cicciona e 3 pesci rossi! Per rompere il ghiaccio ti dico che i supplì sono il mio unico credo e che non immagino una vita senza carciofi fritti.
I miei pro? Sono solare, empatica e anche quando dormo sto a mille.
I miei contro? Sono un casino totale, mi scordo le cose e le perdo anche.
Mi piace l’arte e amo viaggiare, i miei amici pensano io abbia la testa tra nuvole rosa ed unicorni. Adoro chi parla tramite le proprie creazioni, il proprio corpo, la propria fantasia.

Di cosa ti occupi?

Sono una fotografa e sto facendo un corso per diventare videomaker (saluto il mio amico Paolo che mi supporta e sopporta)
Faccio foto alle persone, racconto la loro storia.
Lavoro come content creator per le aziende e mi occupo di personal branding.
Parallelamente sono una social media manager e copywriter.

Blogger per te cosa significa? Cosa significa e quanto ti impegna questa professione?

Fare la Blogger per me significa condividere la mia vita e i miei pensieri attraverso occhi e parole.
Mi occupa il tempo giusto per non essere assorbita completamente dal magico mondo dei social e tutto quello che può comportare nella sua lunga lista di pro e contro. 
A volte sento il bisogno di staccare come una piccola nomade.

Come è cambiata la tua vita da quando hai raggiunto un’alta popolarità sui social?

Premetto che non mi sento popolare, penso sia bello avere questo tipo di seguito non in K ma in persone.
Onestamente è cambiata solo all’inizio: le visualizzazioni delle mie storie sono passate piano piano dal numero di un mio gruppo ristretto di amici a quello del piccolo paesino, dove abita mia zia in Basilicata.
È una sensazione forte.
Poi ha iniziato a pesare il giudizio della gente, le mie foto dovevano sempre essere perfette e curate e mi stavo scordando di quanto fosse bello scattare non per compiacere gli altri ma per ascoltare me, la mia testa e la mia professione.
Fortunatamente è durata poco, adesso sono in grado di dividere la vita dai social.

In che modo ti senti legata al valore community?

Penso che la mia più grande soddisfazione, oltre quella di riuscire a trasmettere qualcosa con le mie foto, sia di aver trovato una community così forte e bella.
A volte provo sentimenti contrastanti ma mi sento molto legata soprattutto nella condivisione.
Nel tempo ho stretto con tante persone che sono diventante anche grandi amicizie.
Per me è una cosa bellissima.

Quanto ti senti supportata dalla tua community?

Devo dire tanto, soprattutto quando qualche tempo fa sono stata male.
Molte persone se ne sono accorte e mi hanno dato tantissima forza in quel momento.
Anche adesso non mancano mai i loro messaggi, ogni loro apprezzamento alle mie foto e alle mie idee è per me una sensazione speciale, sorrido fuori e dentro.

Hai mai subito gli effetti degli haters?

Ho la memoria di uno dei miei pesci rossi, mi scordo le cose.
Ho avuto delle critiche ma sono andata avanti.
Indipendentemente dalle Mi fa male però vedere quanto odio generato da ignoranza e noia ci sia in giro.
Questa piattaforma dovrebbe essere un luogo sicuro per l’arte e per la condivisione della bellezza, a volte non è così e questo è brutto.
Dietro ogni profilo si nasconde una persona più o meno fragile.
Se le parole hanno un peso figuriamoci quanto possano averne su quei soggetti più insicuri…
Dobbiamo stare attenti a quello che diciamo o scriviamo.

Che tipo di contributo pensi di lasciare al popolo dei social?

È una domanda difficile, me la sono fatta tante volte.
Mettendomi a nudo molto spesso arrivo alle persone che si riconoscono in quello che scrivo o scelgo di mostrare.
Non è semplice ma penso sia un bellissimo momento di condivisione.
A volte crediamo di essere soli in quello che proviamo ma c’è un mondo la fuori che prova emozioni o sentimenti molto vicini ai nostri.
Un piccolo contributo che penso di aver dato è quando ho lanciato, insieme alla mia amica @irenepila_ , il progetto #myaestheticroutine.
Ogni due giorni proponevamo un tema fotografico da realizzare in casa durante il primo lockdown, ho conosciuto persone splendide.

Progetti futuri?

Per ora sono sogni che dal cassetto si sono trasferiti in un armadio.
Lavorativamente parlando mi sto concentrando su shooting a matrimoni e su altri progetti personali che svelerò piano piano.
Non vedo l’ora di parlarvene però ♥
Sicuramente sui social voglio continuare a parlare dell’endometriosi, per il resto farò quello che la testa mi suggerirà di fare!

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